Le elezioni presidenziali in Perù: vince il voto nullo.
Speriamo nel castillista Roberto Sanchez Palomino.

Ad una settimana dal voto ancora non si hanno i voti definitivi, pesa sulla
vincitrice Keiko Fujjmori i dubbi di frode elettorale!
Il Paese dalla democrazia tradita è tornato al voto domenica scorsa. Dopo Pedro Castillo, il maestro rurale eletto presidente legittimo ancora in carcere senza accuse fondate, il Paese è stato guidato da altri tre presidenti, Boluarte, Jeri e Balcázar, al servizio diretto o indiretto della destra di Keiko Fujimori, la figlia del dittatore.
Ben trentacinque candidati nella scheda elettorale in un clima di fortissima disaffezione, instabilità e limitata fiducia nelle istituzioni e nei suoi rappresentanti.
Lo scrutinio è ancora in corso per via delle solite lungaggini, magheggi e della complessità della raccolta del voto rurale.
Il giorno delle elezioni si sono registrate inoltre lunghi ritardi nell'apertura dei seggi elettorali nella capitale e non solo per assenza del materiale elettorale.
Sono state scrutinate circa il 94% delle schede. Erano oltre 27 milioni i peruani chiamati alle urne. Vota circa il 72% in Perù, solo il 22% degli aventi diritto per i residenti all'estero.
Il voto nullo, conseguenza anche dell' obbligatorieta', è il vero vincitore: supera i 3 milioni, un numero maggiore rispetto ai voti ricevuti dalla candidata Fujimori, che è in testa alla corsa con il 14%. Osservando meglio si nota che il numero di voti in bianco è superiore a 34 dei 35 candidati e il numero di voti nulli supera il voto ottenuto da 29 candidati presidenziali.
Il voto nella capitale premia l'ultraconservatore Aliaga; Sanchez, l'erede politico di Castillo, è maggioranza nelle aree rurali, Keyko pesca nella restante parte del Paese.
Sanchez è l'unico a rappresentare gli interessi dei più bisognosi e intende riformare la Costituzione Fujimori padre più liberale dell'America latina attraverso una Assemblea costituente.
Al momento solo Keyko è certa di andare al ballottaggio contro uno tra Sanchez e Aliaga che sono distanziati da una manciata di voti.
Forza Roberto!
Fabio Marante
18 aprile 2026